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Apprezzo dello Stato di Fondi fatto dalla Regia Camera nell'anno 1690
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Apprezzo dello Stato di Fondi fatto dalla Regia Camera nell'anno 1690

Categorie:
Storia



APPREZZO DELLO STATO DI FONDI FATTO DALLA REGIA CAMERA NELL`ANNO 1690

Edizione con note di commento.


a cura di Bruna Angeloni e Giovanni Pesiri
Prima Edizione, Firenze, il Valico, 2008
pp. 192 (XLII-150); ill.; 8º - ISBN 9788890230035

L’Apprezzo dello Stato di Fondi fatto dalla Regia Camera nell’anno 1690 è un’edizione con note di commento curata da Giovanni Pesiri e Bruna Angeloni, due professionisti particolarmente competenti in tema di valorizzazione dei documenti archivistici. Il documento, pubblicato in un volume di 192 pagine (XLII-150) stampate in quadricromia, è appunto l’Apprezzo redatto nel 1690 dagli ingegneri Antonio Galluccio e Lorenzo Ruggiano su incarico della Regia Camera della Sommaria, massimo organo amministrativo del Regno di Napoli. Il lavoro dei due “tavolari”, finalizzato alla stima economica del feudo di Fondi, si rese necessario quando nel 1689 il feudatario di Fondi Nicola Carafa Guzman morì senza lasciare eredi e di conseguenza l’immenso patrimonio della famiglia Carafa venne devoluto alla Corona, per essere poi posto in vendita allo scopo di finanziare col ricavato la costosa guerra di Milano. I due tecnici Galluccio e Ruggiano, al termine della loro trasferta nei centri della contea di Fondi, redassero così l’Apprezzo del feudo oggi pubblicato, un nutrito “dossier”, che delinea efficacemente il profilo geografico, urbanistico e socio-economico di Fondi e delle “terre” che ne componevano lo “Stato”. Benché l’Apprezzo di Galluccio e Ruggiano, a causa dell’indubbia rilevanza delle informazioni che esso ha fornito, sia diventato nel corso del tempo uno dei documenti più letti e citati da amministratori, tecnici e avvocati durante la loro attività legata agli attuali territori di Fondi, Monte San Biagio, Lenola, Campodimele, Itri e Sperlonga (in provincia di Latina), che dell’antico “Stato di Fondi” fecero parte, va precisato tuttavia che molti periti dei nostri tempi, i quali ben conoscono la storia del territorio su cui operano, non sembra abbiano mai potuto leggere l’Apprezzo nella sua stesura originale e integrale. Finora infatti, per quanto risulta, si è fatto ricorso a estratti o copie del testo (fra cui la trascrizione ciclostilata diffusa nel 1966 dal Comune di Fondi) dal momento che il manoscritto, già intorno alla metà del secolo scorso, era considerato disperso. Anche per questo i curatori propongono oggi in un libro l’edizione critica di quell’interessante relazione tecnica, non limitandosi a fornirne l’accurata trascrizione dal manoscritto originale, ma corredandola di note di commento e di chiavi di lettura e di ricerca, quali l’indice dei luoghi e l’indice delle persone e delle cose notevoli, strumenti che consentono una rapida navigazione all’interno dei testi. Il volume è stato realizzato con la collaborazione dell’Associazione storico culturale Monti Ausoni; anzi, l’associazione è l’ideatrice del nome della collana numerata “Monti Ausoni - Documenti” che viene aperta proprio dalla pubblicazione del libro di Pesiri e Angeloni. Pregio non secondario del documento originale seicentesco proposto nel libro sono i disegni e le piante che lo corredano, primo tra tutti quello, finora ignoto, raffigurante il sito dell’antico confine politico tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio, fissato per secoli alla “Torre dell’Epitaffio”, tra Monticelli e Terracina. Nel disegno, minuzioso ed elegante, che viene pubblicato ora per la prima volta nella sua interezza, Antonio Galluccio riproduce il complesso monumentale cinquecentesco fatto erigere dal re Filippo II di Spagna alle porte del suo regno. Al centro vi è raffigurato un cavaliere che si appresta a varcare il confine, attraverso l’arcata in pietra posta fra un’alta torre e il maestoso monumento che reca lo stemma di Filippo II sistemato sopra ad una epigrafe, ancora oggi leggibile, lì scolpita per porgere un “singolare” benvenuto ai viaggiatori provenienti dai territori della Chiesa e diretti a Napoli.Oltre al bel disegno a mano libera, nel libro viene pubblicata l’intera serie di piante disegnate all’epoca a completamento dell’Apprezzo. Una di queste raffigura il piano terra dell’antica osteria “del Procaccio”, che un tempo accoglieva i forestieri al centro della città di Fondi e che ha ospitato anche Johann Wolfgang Goethe durante uno dei suoi viaggi italiani.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO il 25 ottobre 2008 a Fondi (LT)

Leggi gli articoli di Gaetano Carnevale sul Messaggero

 

Scarica l`Introduzione del libro in pdf (834 Kb)


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