Montagna
VALSAVARENCHE E LA MADONNINA DEL GRAN PARADISO
Storia e restauro della Madonnina del Gran Paradiso portata in vetta nel 1954 per comunicare umiltà e mitezza dalla più alta montagna interamente italiana.
Nel libro anche il racconto dell’asino che scalò il Gran Paradiso.
a cura di Lina Peano e Adriano Chabod
Prima Edizione, Firenze, il Valico, 2004
pp. 80; ill.; 8º - ISBN 8890025689
Il libro, tutto a colori, racconta la storia della Madonnina del Gran Paradiso collocata sulla vetta della più alta montagna interamente italiana il 4 luglio 1954. E` stato curato da Lina Peano e Adriano Chabod, rispettivamente sindaca e vicesindaco di Valsavarenche all`epoca della pubblicazione del libro. Nel volumetto viene innanzitutto raccontata Valsavarenche, località prediletta dal re Vittorio Emanuele II, che ne fece il centro di una sua estesa riserva di caccia. Valsavarenche è meta obbligata degli alpinisti che vogliono scalare il Gran Paradiso sia dalla via più facile, che parte dal Rifugio Vittorio Emanuele II, sia da quella più difficile riservata ai ghiacciatori che partono dal Rifugio Federico Chabod e affrontano la Parete Nord. La Madonnina degli alpinisti (voluta dal sacerdote e alpinista piemontese don Pierino Balma Marchis), dopo mezzo secolo passato sotto neve, sole, vento e fulmini sulla vetta del Gran Paradiso, è stata portata a valle in elicottero da una squadra della Società delle Guide del Gran Paradiso e poi affidata alla restauratrice di Beni Culturali Valeria Borgialli di Favria (TO). La statua è stata così restaurata e poi ricollocata in vetta. Il libro propone e commenta anche tutte le foto del restauro. Una piacevolissima parte dell`opera, con disegni a colori, è riservata al racconto "Cagliostro: l`asino che scalò il Gran Paradiso", scritto nel 1931 dall`abbé Joseph-Marie Henry, noto prete alpinista valdostano.
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